Accordo itTaxi Uber

ACCORDO itTaxi- UBER

QUANTA DISINFORMAZIONE!

Riportiamo un articolo pubblicato da Loreno Bittarelli presidente della Cooperativa Taxi 3570 di Roma

In questi ultimi giorni è stato ratificato un accordo per una partnership strategica tra itTaxi e Uber. La base di questo accordo è il sistema di reindirizzamento sulla App itTaxi delle richieste di servizi provenienti dalla piattaforma Uber: una integrazione che consentirà importanti e notevoli miglioramenti nel mondo taxi, quali il corretto instradamento della clientela taxi sui taxi, l’estensione del network itTaxi, un considerevole aumento delle corse per i tassisti nel rispetto delle condizioni di legge e dei rispettivi ruoli. Molte cose sono state scritte nelle ultime ore dai giornali; molte altre sono state dette da organizzazioni che rappresentano frange di lavoratori della nostra categoria, che si sono arrogate il diritto di criticare a prescindere, senza neanche minimamente conoscere i dettagli di questo accordo. Adesso però è arrivato il momento di fare chiarezza e di rappresentare in maniera pragmatica i punti essenziali dell’intesa. Innanzitutto una premessa. Uber ha raggiunto l’intesa con itTaxi dopo che altre realtà avevano provato a concludere un accordo simile, senza peraltro riuscirci. Forse saranno sorti ostacoli durante le trattative, forse queste realtà non avranno avuto la stessa forza contrattuale che abbiamo messo noi in campo, forse sarà stato per pavidità… Invece noi, con coraggio, convinzione e anche fermezza, ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa per trovare la soluzione ad un problema che avevamo di fronte. Siamo andati fino in fondo, inducendo Uber a rivedere il proprio modello di business, le proprie posizioni di carattere generale e a raggiungere il convincimento che i servizi di trasporto debbano essere instradati sui canali di lavoro corretti ed in maniera conforme alla normativa di settore. Avremmo anche potuto scegliere di rimanere comodamente seduti sul palco, ad osservare i vari Don Chisciotte della Mancia o la giostra medievale del tutti-contro-tutto e la successiva demolizione dei capisaldi acquisiti negli anni. Ma poi, a lungo andare, che cosa ci avrebbe aspettato e cosa sarebbe successo? Allora il senso di responsabilità, ancora una volta, ha prevalso e l’azione e l’impegno hanno avuto il sopravvento. Noi non ci siamo comportati da codardi, sottraendoci all’adempimento del nostro dovere di fronte al pericolo di essere impopolari nei confronti della categoria. E una volta definita la “madre” di tutte le questioni – la LEGALITA’ – l’intesa è avanzata agevolmente sulle vie della semplicità e della ricerca di obiettivi comuni. Le nostre proposte sono state ritenute convincenti, hanno quindi trovato accettazione e siamo infine arrivati alla conclusione. Col raggiungimento dei questa intesa, Uber opererà nel mercato del trasporto pubblico non di linea all’interno delle nostre stesse regole e dei canoni delle imprese che appartengono al network itTaxi, allineandosi al nostro modus operandi, abbracciando e seguendo insieme a noi la via della trasparenza e della legalità. Questa premessa è di fondamentale importanza per comprendere lo sforzo enorme che abbiamo compiuto: portiamo dalla nostra parte, dalla parte di tutti i tassisti che vorranno aderire a questa opzione di alto valore quali-quantitativo, la multinazionale che fino a ieri era a noi contrapposta e il cui modo di operare era da noi stato più volte criticato ed osteggiato, perché deviava servizi e attività tipiche del mondo taxi su altri settori, in maniera a volte illegittima e persino sfrenata ed incontrollata. I vantaggi di questa intesa, che diventerà operativa tra pochi giorni, sono innumerevoli. Innanzitutto PIU’ LEGALITA’. Come detto, con l’accordo Uber dovrà rispettare le differenze tra il nostro lavoro e quello degli altri servizi di mobilità, indirizzando le richieste della sua clientela sui corretti e leciti canali di lavoro (ad esempio, servizi taxi ai taxi e non agli NCC e viceversa). Poi, PIU’ LAVORO, tramite l’indirizzamento delle richieste di clienti di Uber sulla nostra App (e non il contrario), l’indirizzamento di chiamate taxi di clienti stranieri (la maggior parte dei quali hanno la App di Uber e non la nostra itTaxi) unicamente sulla nostra App, rimborsi ai tassisti per le corse andate a vuoto e possibilità di ottenere mance attraverso la App. Ancora, PIU’ SEMPLICITA’. Adesione dei tassisti su base volontaria e nessun obbligo, nessun download di ulteriori App. Il tassista lavorerà solo con la sua piattaforma itTaxi, col consueto
impiego del tassametro, con l’applicazione delle tariffe in vigore nel proprio Comune e con l’utilizzo delle usuali modalità operative: il lavoro di tutti i giorni non cambia e non cambierà. In ultimo, PIU’ TRASPARENZA e PIU’ FIDUCIA. L’accordo rappresenta una partnership per il futuro di altissimo valore strategico che allontana il pericolo delle liberalizzazioni del nostro mercato, perché da oggi Uber, che in questo contesto rappresenta la realtà più grande a livello mondiale, ha capito grazie a noi che si può lavorare tutti e meglio operando all’interno delle regole esistenti, senza la necessità di forzarle o di chiedere la liberalizzazione delle licenze. Alcuni sostengono che in seguito a questo accordo saremo più deboli in Parlamento nel sostenere lo stralcio dell’art. 8, mentre invece è vero l’esatto contrario. La prima conferma di ciò è che Uber, a differenza di altre multinazionali che in sede parlamentare hanno chiesto con forza la piena approvazione dell’art. 8 del DDL Concorrenza – in netta contrapposizione con tutte le organizzazioni della categoria taxi che ne avevano invece chiesto lo stralcio – si è ora sfilata dal dibattito parlamentare non chiedendo alcuna audizione e non depositando alcuna memoria riguardo l’art. 8. Ma di questo, stranamente, nessuno dei nostri attenti osservatori se n’è ancora accorto… Insomma, da domani tutto come sempre, ma molto di più di prima. Stiamo ricevendo in queste ore molti plausi per l’ottenimento del grande risultato dell’accordo raggiunto e, come d’altronde ci aspettavamo, anche qualche appunto polemico. Leggendo e rileggendo però le critiche nei nostri confronti, non notiamo nient’altro che sterilità, incomprensibilità delle ragioni di polemica e constatiamo ancora una volta, purtroppo, posizioni ferme ad un periodo storico anacronistico, obsoleto, che non ci appartiene più. C’è chi si domanda che ne sarà del modello italiano che protegge le cooperative, i consorzi e i piccoli artigiani. Ma c’è qualcuno che si è domandato che fine avrebbero fatto i tassisti e quelle strutture dei tassisti tra 5-10 anni, in assenza di questo accordo? C’è chi ci rimprovera di aver trovato un accordo “con gli sfruttatori, gli impoveritori e i deregolamentatori”, quando invece per mesi ne abbiamo denunciato lo sfruttamento, l’impoverimento, la deregolamentazione del trasporto pubblico non di linea. Abbiamo sentito parlare di sconfitta a vantaggio della voracità delle multinazionali, di condizioni di lavoro scadenti, di strani ed alchimistici ragionamenti sulla “proprietà della clientela”. Abbiamo persino ascoltato simpatici neologismi come deoligarchizzazione (?) o anche demultinazionalizzazione: nuovi termini coniati ad hoc per avversare l’intesa in maniera strumentale e polemica, mescolando addirittura il PNRR con l’art. 8 e con vicende o di Stati lontani da noi e con regole completamente diverse, da sempre, dalle nostre oppure di storie vecchie almeno di trent’anni. Ci dispiace rilevare che qualcuno oppone ancora una volta argomentazioni demagogiche e prive di sostanza, basate su fatti non più attuali e che guardano più al populismo da branco e meno alla realtà contingente dei fatti. Ce ne dovremo fare una ragione: ma oltre alle chiacchiere ed ai teatrini a cui abbiamo assistito, però, cosa propongono in alternativa? Forse avrebbero voluto continuare ad assistere alla lenta, continua e inesorabile invasione del nemico a danno dei tassisti italiani, così come stava già avvenendo sotto gli occhi di tutti: forse era questo che avrebbero voluto? Noi continuiamo a sostenere, con forza e con convinzione, che si tratta di un’intesa storica, per diversi motivi. È una scelta coraggiosa e di responsabilità, perché garantisce di portare dalla nostra parte il player a livello mondiale più ostile e minaccioso, con un’intesa che, siamo certi, verrà replicata in altri Paesi del mondo, neanche troppo distanti da noi. Capiamo quindi anche la frustrazione di chi non è riuscito a chiudere prima di noi l’accordo con Uber, ma forse non aveva i nostri mezzi, le nostre risorse e la nostra capacità di persuasione. Sta di fatto che da domani dove ci sarà ItTaxi non entrerà più Uber, ed anzi, Uber girerà tutte le richieste dei suoi svariati milioni di utenti che vorranno un taxi, sulla nostra App itTaxi. Nelle città dove invece ItTaxi non coprirà il servizio, non per responsabilità nostra, ma per decisioni di altri, Uber sarà libero di entrare in quel territorio, cosa che invece contrattualmente non avrebbe mai potuto fare se in quella città la App itTaxi avesse coperto il servizio. Sciaguratamente però, nella nostra categoria esistono ancora soggetti che inseguono la propria patologica smania di protagonismo ed i propri bislacchi egoistici ed anacronistici principi, a spregio dell’interesse e dell’utilità comune. E presto ne capiremo anche il perché. Ma intanto noi andremo avanti per la nostra strada, convinti di fare del bene alla nostra categoria, al futuro dei tassisti e dei radiotaxi italiani! Tanti auguri a tutti! Loreno Bittarelli

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